dispersioni

Chi sono

Utente: librista
Nome: G. Romano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
mercoledì, 04 novembre 2009

Mail bombing per il diritto all’acqua

Logo_Campagna__Salva_l_Acqua_L’anno scorso davo notizia del varo della normativa per la privatizzazione dell’acqua avvenuta nel silenzio generale e con l’approvazione dell’opposizione >> qui. Purtroppo però il provvedimento in Parlamento si perfeziona e quindi mi affretto ad accogliere subito l’invito del blog Agorà - Aγορά a pubblicare l’invito del “Forum italiano dei Movimenti per l'acqua” ad attuare oggi un mail bombing indirizzato a tutti i parlamentari italiani.
 
Il decreto legge 135/09 è approdato in aula al Senato il 3 novembre. Tale provvedimento, se convertito in legge, sottrarrà ai cittadini e alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l'acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali del settore idrico.
 
Io penso a quello che potrebbe succedere nella mia Regione ( non solo nella mia) e mi vengono i brividi per tutte le connessioni, con interessi poco chiari, interventi straordinari eccetera, che potrebbero svilupparsi. E penso anche che il diritto all’acqua sia un diritto universale e non una merce come le altre.
 
Il Forum italiano dei Movimenti per l'acqua ha invitato tutti ad attuare oggi un mail bombing indirizzato a tutti i parlamentari italiani. Questo il testo da inviare (l'indirizzario completo lo trovate sul sito del movimento >> QUI):
 
Ai/alle Senatori/Senatrici
Oggetto: esame in aula al Senato del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia della Comunità europea
 
Gentile Senatore/Senatrice,
mi permetto di scriverLe a sostegno della Campagna nazionale "Salva l'Acqua" promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, una rete associativa cui aderiscono più di settanta organizzazioni nazionali e più di mille comitati territoriali, accomunati dalla consapevolezza dell'importanza dell'acqua come bene comune e diritto umano universale, dalla convinzione che sia necessaria la sua salvaguardia per l'ambiente e per le future generazioni, dalla determinazione per una gestione pubblica e partecipativa dei servizi idrici. A tal proposito, Le ricordo che il Forum italiano dei movimenti per l'acqua ha depositato, nel luglio 2007, una legge d'iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua supportata da 406.626 firme di cittadini.
Il recente Art. 15 del D.L. 135 - che ha modificato l'Art. 23bis L. 133/08 - muove passi decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici locali, prevedendo l'obbligo di affidare la gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive a evidenza pubblica o, in alternativa, a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%.
Tale provvedimento, se convertito in legge, sottrarrà ai cittadini e alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l'acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali del settore idrico.
Io penso che sia un epilogo da scongiurare, sia per il principio inviolabile che pone l'acqua come un diritto universale e non come una merce, sia per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini a causa della crescita delle tariffe.
Pertanto, alla luce di quanto sopra, della conclusione dell'esame del D.L. 135/09 presso la Commissione Affari Costituzionali e in previsione della discussione in Aula al Senato di tale provvedimento, chiedo ai Senatori :
- di esprimersi per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l'acqua;
- di sostenere gli emendamenti finalizzati a escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica;
- di sostenere, nel corso del dibattito in Assemblea al Senato, le proposte avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l'Acqua.
Sono certo/a dell'attenzione con cui vorrà considerare la presente richiesta e resto in attesa, anche tramite la Segreteria Operativa del Forum dei Movimenti per l'Acqua, di conoscere le Sue decisioni.
Colgo l'occasione per porgerLe i più cordiali auguri di buon lavoro.
postato da: librista alle ore 08:29 | link | commenti
categorie: economia
lunedì, 19 ottobre 2009

L'oblio che saremo e il mistero del sonetto scomparso di Borges (2a parte)

L’appuntamento con  Jean-Dominique Rey è al Cafè Les Deux Magots di Parigi. L’anziano scrittore francese racconta confusamente al nostro autore dei suoi incontri avuti con Borges insieme con il pittore Roux e Franca Beer e gli consegna la copia fatta di suo pugno della poesia di Borges e una copia di un suo libro intitolato Mémoires des autres.
 
Correas y FaciolinceJaime Correas e Hèctor Abad

 
In questo volume Hèctor Abad, assieme a resoconti di incontri con grandi scrittori come Queneau e Gide, troverà un capitolo dedicato alle tre interviste fatte da Rey a Borges nella sua casa di Buenos Aires, la prima nel 1979 e l’ultima nel 1985, esattamente il 29 settembre, ovvero pochi giorni dopo che Borges aveva saputo delle sua grave malattia al fegato che sarà causa della sua morte avvenuta il 14 giugno 1986.
 
Ebbene secondo Jean-Dominique Rey le poesie vennero consegnate da Borges, durante l’incontro del 1985, non a Franca Beer ma a lui stesso perché fossero pubblicate sulla rivista francese a cui collaborava La Délirante, titolo che piacque a Borges. Ma le poesie non vennero mai pubblicate per l’opposizione di Maria Kedama.  Tuttavia dal libro è ricavabile qualche verso e, tra questi, alcuni di quelli del sonetto trovato in tasca al dottor Abad il giorno del suo assassinio: finalmente il nostro scrittore può avere la certezza della loro autenticità.
 
 
Abad con Roux e Franca BeerHéctor Abad Faciolince con Franca Beer e Guillermo Roux

 
Resta solo di conoscere la versione dei fatti di Franca Beer e di Guillermo Roux.
L’incontro avviene a Buenos Aires nella loro bella casa e qui Franca Beer fornisce una versione un pò diversa da quella di Rey circa la consegna delle poesie.  Secondo Franca Beer le poesie non vennero consegnate subito da Borges a Rey, ma a lei stessa nei giorni successivi all’incontro del 1985, e solo dopo che Borges vi aveva apportato alcune modifiche. Franca Beer rivela infine al nostro scrittore, che consegnò poi le poesie a Rey ma solo dopo averne fatta una copia che inviò a Coco Romairone, il suo amico di Mendoza, grande appassionato di poesia di Borges. Coco Ramairone, ricevute le poesie, le mostrò al giovane Jaime Correas che le pubblica in una edizione artigianale che giungerà fino in Colombia. In Colombia le poesie vengono, infine, pubblicate dal giornale Semana e saranno lette dal dottor Héctor Abad Gomez.

In questa sua ricerca della verità sulla poesia di Borges il nostro scrittore scoprirà anche che il padre, fortemente impressionato dai versi di Borges, presentendo la propria morte dopo aver ricevuto le minacce da parte dei paramilitari di Medellìn, legge proprio quei versi in un programma settimanale che teneva ad una radio qualche giorno prima di essere ucciso, conservandoli in tasca fino al 25 agosto 1987, giorno in cui cade sotto il piombo dei suoi assassini. 
 
borges Roux 1985Ritratto di Borges eseguito da Guillermo Roux
durante l'incontro del 29 settembre 1985


 
Ora il quadro degli avvenimenti sembra completo. Scrive Héctor Abad Faciolince: “Il fatto è che finalmente io non avevo alcun dubbio che la poesia, le cinque poesie, le aveva scritte Borges. Era il momento di raccontare la storia. … Senza dubbio posso dire che grazie al fatto che non ho dimenticato l’ombra di mio padre, al quale hanno strappato la vita nella via Argentina di Medellìn, mi è successo qualcosa di straordinario: quella sera il suo petto aveva come corazza solo un fragile pezzo di carta, una poesia, che non impedì la sua morte. Però è meraviglioso che qualche parola macchiata dall’ultimo filo della sua vita abbiano recuperato al mondo, senza pretenderlo, un dimenticato sonetto di Borges sull’oblio.”
 
(fine)
 
 
- L’oblio che saremo: bella recensione di Goffredo Fofi >> qui
 
- L’articolo di Héctor Abad Faciolince dove è raccontata la storia della ricerca del sonetto scomparso: numero di agosto della rivista Letras Libres (in spagnolo) >> qui
 
- Radio Alt intervista Héctor Abad Faciolince (in italiano, Héctor Abad ha vissuto molti anni in Italia) >> qui

- Héctor Abad Faciolince e l’argentino Jaime Correas raccontano in un video pubblicato dal giornale Clarin la storia dei sonetti di Borges scomparsi (in spagnolo) >> qui
 
postato da: librista alle ore 15:40 | link | commenti
categorie: letteratura
venerdì, 16 ottobre 2009

L'oblio che saremo e il mistero del sonetto scomparso di Borges (prima parte)

L'oblio che saremo
E’ stato recentemente pubblicato in italiano
L’oblio che saremo, il commovente racconto dello scrittore colombiano Héctor Abad Faciolince, il più bel libro che un figlio possa scrivere sul proprio padre che è anche una lettura da non mancare per chi ama la grande letteratura che è sopravvissuta all’estinzione delle parole.
 
Sulla scrittura di Abad Faciolince rinvio ai post che ho già dedicato all’edizione spagnola di questo libro (El olvido que seremos >> qui) ed al racconto intitolato in italiano Scarti >> qui.
 
Mi interessa, però, approfondire una interessante storia che ha avuto origine dalla pubblicazione di questo libro, sulla quale le recensioni fino ad oggi pubblicate (Repubblica e La Stampa) non hanno riferito nulla, forse perché gli autori stessi non ne sono a conoscenza. Eppure è la storia della ricerca, tra il novellesco e il giallo, che Héctor Abad Faciolince ha condotto durante due anni in Colombia, Argentina, Francia e Spagna per stabilire l’autenticità di una poesia di Borges che dà titolo al racconto.
 
L’esito della ricerca è stato recentemente pubblicato in un bell’articolo di Faciolince uscito in Colombia a giugno sul quotidiano El Espectador e in Spagna lo scorso agosto nella prestigiosa rivista Letras Libres. La storia è stata successivamente ripresa da giornali e  blog di Spagna e America Latina.
 
Ma è meglio procedere con ordine.

Il 25 agosto 1987 il dottor Héctor Abad Gomez, medico e politico difensore dei diritti umani, viene assassinato da una banda paramilitare a Medellìn in Colombia. Il figlio, lo scrittore Héctor Abad Faciolince, arriva sul luogo del delitto pochi minuti dopo ed ha solo il tempo di baciare il padre morto e di trovare in una sua tasca due fogli: un elenco di amici minacciati dai fascisti, dove compare anche il nome del padre, e una poesia sulla certezza di una morte prossima copiata a mano e firmata JLB.
 
muerte dr abas 1
Il cadavere del dr. Abad dopo l'assassinio, a destra il figlio

Il titolo del libro scritto vent’anni dopo questi avvenimenti, L’oblio che saremo, è ripreso proprio dal primo verso di questa poesia che lo scrittore è convinto sia stata scritta da Borges. Questo è il testo trovato nella tasca del dottor Héctor Abad Gomez e pubblicato nel libro come un sonetto di Borges:
 
Ya somos el olvido que seremos.
El polvo elemental que nos ignora
y que fue el rojo Adán y que es ahora
todos los hombres y que no veremos.
Ya somos en la tumba las dos fechas
del principio y del término, la caja,
la obscena corrupción y la mortaja,
los ritos de la muerte y las endechas.
No soy el insensato que se aferra
al mágico sonido de su nombre;
pienso con esperanza en aquel hombre
que no sabrá que fui sobre la tierra.
Bajo el indiferente azul del cielo
esta meditación es un consuelo
 
8Il dottor Héctor Abad Gomez

Ma è facile verificare che non vi è traccia, tra le poesie del grande argentino, del sonetto pubblicato da Faciolince, io stesso l’ho cercato invano nei due volumi dei Meridiani dedicati all’opera omnia di Borges. Il successo del libro di Faciolince, uscito nel 2008, ha moltiplicato l’attenzione dei borgianos intorno al poema e, di conseguenza, ne sono nate polemiche e accuse di aver pubblicato un falso o peggio di aver inventato la poesia.
 
Deciso a chiarire i fatti principalmente per onorare la memoria del padre, visto che i versi erano stati incisi come epitaffio sulla sua tomba, Faciolince inizia ad indagare sulle origini della poesia misteriosa e qui si imbatte in una serie di personaggi spesso misteriosi come lo strano poeta colombiano, Harold Alvarado Tenorio. Questi afferma di aver pubblicato la poesia, insieme con altre quattro, nel 1993 e di averle ricevute nel 1983 a New York da una certa Maria Panero, una studentessa argentina sua amica che le avrebbe avute a sua volta in regalo anni prima da Borges in persona. Successivamente Tenorio confesserà a Faciolince di aver inventato le poesie imitando lo stile di Borges.
 
borges y alvarado tenorio
Borges con Alvarado Tenorio

Chiesto il parere a diversi esperti e biografi di Borges, Faciolince ottiene solo risposte negative circa l’autenticità delle poesie, fino a quando decide di rivolgersi direttamente alla vedova di Borges, Maria Kodama, la quale solo dopo diverse settimane gli fa pervenire, tramite il suo editore argentino, una risposta in cui afferma che le poesie sono senza dubbio apocrife.
 
Faciolince scrive un articolo dove racconta della sua ricerca sperando di trovare qualcuno disposto ad aiutarlo a stabilire la verità. Ecco allora comparire un nuovo personaggio, la signora Tita Botero una colombiana che sostiene di sapere da dove il padre di Faciolince aveva copiato la poesia prima di morire: era una pagina della rivista Semana del 26 maggio 1987. Secondo la  rivista le cinque poesie sono state riprese da un libricino stampato in 300 copie in Argentina, un anno dopo la morte di Borges, da una misteriosa Ediciones Anònimas.
 
5 poemas
A questo punto Faciolince sottopone al poeta Harold Alvarado Tenorio questa sua scoperta e Tenorio, ancora una volta, cambia proditoriamente la versione dei fatti, affermando che le poesie sono state inventate e pubblicate 25 anni prima da un argentino di nome Jaime Correas. Dopo qualche ricerca, Faciolince riesce a rintracciare Jaime Correas a Mendoza, in Argentina, dove è direttore del quotidiano locale Uno. Al telefono Correas conferma di aver fatto effettivamente stampare il piccolo libro con le cinque poesie tanti anni prima, ma che queste poesie non le aveva inventate, ma le aveva ricevute da un certo Coco Romairone, un collezionista di opere di Borges, il quale a sua volta le aveva ricevute in copia autografa da una italiana che viveva a Mendoza, la signora Franca Beer.  

Al nostro scrittore non resta altro da fare che raggiungere la città di Mendoza per conoscere e parlare direttamente con questi due nuovi personaggi implicati nel fitto mistero: Jaime Correas e Coco Romairone.
 
A Mendoza Faciolince, incontrati Correas e Romairone, apprende che le cinque poesie erano state regalate da Borges a Franca Beer dopo una intervista rilasciata a Buenos Aires nel 1979 al marito di questa, il pittore argentino Guillermo Roux, e ad un suo amico, lo scrittore e poeta francese Jean-Dominique Rey. Attraverso un amico che vive in Francia, Faciolince riesce a rintracciare Jean-Dominique Rey e ad ottenere con lui un appuntamento a Parigi per il 15 febbraio dell’anno scorso, per discutere di quella lontana visita a casa di Borges a Buenos Aires nel 1979 e del mistero delle poesie regalate.
 
(fine prima parte, continua)

postato da: librista alle ore 15:48 | link | commenti
categorie: letteratura
mercoledì, 07 ottobre 2009

Un universo di atomi, un atomo nell’universo

feynmanstampDa solo in riva al mare, comincio a pensare.
Ecco le onde scroscianti                   
montagne di molecole
ognuna ottusamente intenta ai fatti suoi
miliardi di miliardi lontane
eppure formano all’unisono spuma bianca
 
Ere su ere
prima di un occhio che potesse vederle
anni dopo anni
martellare possenti la riva come ora.
Per chi? Per cosa?
Su un pianeta morto
che non ospitava alcuna vita.
 
Senza requie mai
torturate dall’energia
prodigiosamente sprecata dal sole
riversata nello spazio.
Una briciola fa ruggire il mare.
 
Nel profondo del mare
tutte le molecole ripetono
l’altrui struttura
finchè se ne formano di nuove e complesse
ne creano altre a propria immagine
e inizia una nuova danza.
 
Crescono in dimensioni e complessità
esseri viventi
masse di atomi
DNA, proteine
danzano figure ancora più intricate.
 
Fuori dalla culla
sulla terra asciutta
eccolo
in piedi;
atomi con la coscienza
materia con la curiosità.
 
In piedi davanti al mare
meravigliato della propria meraviglia: io
un universo di atomi
un atomo nell’universo.
 
(Richard Feynman)

Feynman aggiunge: “È vero che pochi non scienziati fanno questa particolare esperienza religiosa. I nostri poeti non ne scrivono; i nostri artisti non tentano di raffigurare questo notevole avvenimento. Non so perché. Nessuno si sente ispirato dalla nostra immagine attuale dell’universo? Questo valore della scienza non viene cantato dai cantanti, siete ridotti ad ascoltarlo non in musica o in versi, ma in una conferenza serale. Non siamo ancora in un’era scientifica.”

Ma forse l’arte ha sempre celebrato la meraviglia ed il mistero dell’universo: “Sappiamo tutto, ci hanno dato tutta l’informazione, però non ci hanno spiegato niente. Non si può spiegare. Credo che questo è l’unico motivo per dedicarsi all’arte, mostrare l’assoluto mistero delle cose.” (John Banville)

postato da: librista alle ore 13:10 | link | commenti
categorie: poesia, letteratura, frammenti, astronomia
martedì, 06 ottobre 2009

Ciascun popolo ha i problemi che si merita

Caso_RTVEUna soluzione improponibile
 
La manifestazione di sabato 3 ottobre per la libertà di stampa non credo sia stata utile, non mi è sembrata finalizzata a qualcosa. Mancavano obiettivi chiari e precisi. Risultato: tutto resterà come prima, nessuno in fondo ha il coraggio o la voglia di andare fino in fondo alla questione delineando un “qualcosa” per cui battersi. Il problema del servizio pubblico televisivo italiano (come quello della libertà di stampa), pertanto, continuerà a rimanere irrisolto per molti, molti anni ancora.
 
Eppure le soluzioni adottate altrove in Europa funzionano. Emblematico il caso della Spagna dove nel giro di pochi anni è stato risolto il problema dell’autonomia della televisione di stato (sulla soluzione adottata la dura opposizione della destra non mi risulta aver rimproverato nulla a Zapatero) e, recentemente, anche il problema della pubblicità. Entrambe le soluzioni adottate, già da tempo di fatto condivise da governo ed opposizione, sembrano funzionare.
 
La soluzione trovata per la pubblicità è incredibile e pazzesca agli occhi di un italiano: è stata abolita! Dal prossimo gennaio i canali televisivi della RTVE non avranno pubblicità. Chi paga? Semplice: poiché la misura libererà 500 milioni di euro che andranno alle televisioni private, saranno queste ultime a finanziare la televisione di stato con il 3% delle proprie entrate annuali. Non solo, contribuiranno al finanziamento anche gli operatori delle comunicazioni (telefoni, internet ecc.) con una tassa del 0,9% sulle proprie entrate (quest’ultima soluzione è stata adottata anche in Francia). Nel contempo lo stato garantirà il mantenimento del proprio contributo annuale di 550 milioni di euro (il canone tv in Spagna non esiste).
 
Secondo il governo Zapatero con questa misura la televisione di stato potrà dedicarsi a migliorare il servizio pubblico nonchè la qualità e il pluralismo dei suoi programmi (programmi la cui qualità, posso testimoniare, è ovviamente già attualmente elevatissima rispetto a quelli italiani, tg compresi), garantendosi le risorse finanziarie necessarie.
 
Imanol Arias y Ana DuatoDi Starsky e Hutch non ce ne importa niente
 
Cuéntame cómo pasó è una fortunatissima serie televisiva da anni in onda sulla televisione di stato spagnola. Attraverso la storia di una famiglia media spagnola, la serie racconta di come, dagli anni ’60 ad oggi, è cambiata la Spagna, come sono cambiati costumi, consumi, religione, lavoro, politica. In sintesi il programma propone una riflessione su “chi eravamo e cosa stiamo diventando” che interessa molto gli spagnoli e per nulla gli italiani: infatti la corrispondente serie uscita in Italia con il titolo Raccontami  (protagonisti Massimo Ghini e Lunetta Savino) è stata sospesa per scarso interesse dei telespettatori.
 
L’attore Imanol Arìas, arcifamoso protagonista della serie Cuéntame cómo pasó interpreta un curioso e interessante spot in onda in questi giorni su TVE. Ad un tavolino di bar c’è un doppio Arias, il primo chiede al secondo se è il famoso attore ed inizia subito a lamentarsi perché vorrebbe che la televisione parlasse più della storia della Spagna e degli spagnoli piuttosto che di storie americane. Dice il doppio di Arias : “a noi spagnoli di Starsky e Hutch non ce ne importa niente”. Lo spot prosegue ricordando le serie televisive prodotte dalla televisione di stato e tutte ambientate in Spagna (oltre a Cuéntame cómo pasó le belle e intriganti serie di sceneggiati di enorme successo come Herederos e, ultimo in onda, La Señora di cui confesso di essere un “patito seguitore” tutti i martedì sera).
 
Indubbiamente dietro la produzione di questi megasceneggiati, così come di cinema coprodotto, sembra proprio che la televisione di stato spagnola stia elaborando (con successo) un intelligente disegno culturale in grado di competere con le produzioni americane e capace di prescindere dall’imperante sistema culturale di riferimento statunitense.
 
Segnalo che, comunque, Imanol Arias in una intervista si è pronunciato contro il nuovo sistema di finanziamento della televisione che, dice, lo trasformerebbe in un impiegato pubblico. In verità senza gli spot è convinto che il suo elevatissimo compenso potrebbe diminuire e minaccia addirittura di lasciare la serie Cuéntame cómo pasó: “Si me dicen que tengo que tener un sueldo del Estado, dejo la serie tranquilamente y adiós muy buenas, porque no quiero ser funzionario”.
 
Poveri spagnoli, che guaio, la serie televisiva sarebbe impensabile senza Arias! Beh, pazienza, ciascun popolo ha i problemi che si merita.

- Sul nuovo sistema di finanziamento di TVE >> qui e qui (in spagnolo)
- L'intervista a Imanol Arìas >>
qui

postato da: librista alle ore 12:11 | link | commenti
categorie: viaggiare
venerdì, 18 settembre 2009

Pasteis e Pessoa

pasteisIn agosto a Lisbona, ben rimpinzato di ottimi pasteis de nata divorati con gusto nella mitica Pastelaria de Belem, ho proceduto al pellegrinaggio presso la tomba di Fernando Pessoa collocata dal 1985 all’interno del convento de los Jeronimos.
La stele tombale è nella galleria del chiostro del convento e ricorda i tre eteronimi di Pessoa: Alvaro de Campo, Alberto Caeiro e Ricardo Reis, per ciascuno dei quali è riportata una citazione. Manca Bernardo Soares, la quarta personalità di Pessoa. Probabilmente mi è sfuggito durante la visita perché sistemato sulla facciata della stele che volge alla parete del convento? Non saprei.

Il testo riportato di Alvaro de Campo dice:
 
No: non voglio niente.
Ho già detto che non voglio niente.
Non mi vengano con delle conclusioni.
L’unica conclusione è morire.
 DSC00126
Queste parole mi hanno ricordato altri versi di Pessoa dove ribadisce il suo desiderio di annullarsi in altro, in tutti i sogni del mondo:
 
Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso voler esser niente.
A parte ciò, ho in me tutti i sogni del mondo

 
Il testo di Alberto Caeiro:
 
Non basta aprire la finestra
per vedere i campi e il fiume.
Non è sufficiente non essere ciechi
per vedere gli alberi e i fiori.

conv jeronimosConvento Jeronimos  a Belem

DSCI0118Il chiostro

DSC00129La tomba

statua Pessoa
Statua di Pessoa nei pressi del cafe Brasileira
 
postato da: librista alle ore 12:49 | link | commenti
categorie: viaggiare
giovedì, 10 settembre 2009

Un occhio sul cielo stellato

telescope_hubbleTorna l’occhio di Hubble. Anna Maria Ortese e Italo Calvino in una corrispondenza del 1967 sulle stelle, l’immensità dello spazio e l’uomo. Con un notturno di  John Cage per violino e pianoforte >> via Nazione Indiana. Sulla dittatura dell'intelligenza e la morte della ragione in Corpo celeste di Ortese ho già scritto >> qui 

384566main_ero_ngc6302_4x3_428-321
The Butterfly Nebula from Upgraded Hubble
(foto di  oggi 10 settembre 2009)

Le prime immagini dello spazio riprese dalla nuova ottica del telescopio Hubble, da oggi disponibili >> qui - Sulle nuove caratteristiche di Hubble >> qui
postato da: librista alle ore 08:30 | link | commenti (1)
categorie: letteratura, frammenti, astronomia
lunedì, 07 settembre 2009

Ossessione

OssessioneLa chiesa cattolica è divenuta una ossessione nazionale per giornali e televisioni. A noi tutti non resta che subire passivamente. Siamo sicuramente l’unica nazione del mondo occidentale dove i telegiornali si aprono con le dichiarazioni di papi e vescovi e dove i giornali dedicano tanta accanita e ossessionante attenzione alla chiesa cattolica. Poi seguono le altre notizie: in genere le dichiarazioni di Berlusconi e le notizie di sangue (omicidi, ammazzamenti, violenze in genere), seguite poi dalla passerella di incomprensibili dichiarazioni di tutti i politici.
Il trinomio Chiesa, Berlusconi, Sangue pervade la propaganda spacciata giornalmente dalle tv e dai giornali. Siamo un Paese fermo da anni su questo trinomio!
 
Nella sola giornata di ieri, domenica 6 settembre, sull’argomento chiesa cattolica ho contato, solo su Repubblica e Sole 24 ore, ben 14 articoli (tra editoriali, commenti, analisi, cronaca ecc.) così ripartiti:
 
La Repubblica: 4 articoli (tra questi l’editoriale di Scalfari)
Il Sole 24 ore: 10 articoli (compresi quelli apparsi nel Domenicale).
 
In complesso, nella settimana da lunedì 31 agosto a domenica 6 settembre, si possono rilevare, sulle principali testate nazionali, ben 85 articoli di commentatori, politici, religiosi, studiosi e interviste sull’argomento chiesa cattolica. Il calcolo è possibile grazie alla rassegna stampa curata giornalmente dal sito “Incontri” (v. sito qui). Dal computo ho comunque escluso gli articoli pubblicati da periodici esclusivamente religiosi e da giornali stranieri. Il sito, poi, non rileva gli articoli (numerosissimi e meno rilevanti) di cronaca politica quotidiana. Questa è la tabella riepilogativa che ho ricavato:
 
Articoli sulla chiesa e di argomento religioso pubblicati e rilevati dalla rassegna stampa di “Incontri” nella settimana dal 31 agosto al 6 settembre
 
31/8     5
1/9       7
2/9       9
3/9       10
4/9       19
5/9       17
6/9       18
 
Questa mattina ho consultato le pagine web (sezione nazionale ed internazionale) di alcuni giornali stranieri (El Pais, ABC un giornale di destra, Le Monde) e non trovato alcuna notizia relativa alla chiesa cattolica o a dichiarazioni di Papa e vescovi, forse per queste testate le priorità sulle quali informare i lettori sono altre?
 
postato da: librista alle ore 09:45 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 02 settembre 2009

Chi è il lettore vampiro?

vampiroEccomi di ritorno. Ancora qualche giorno per sistemare idee, libri, dischi e foto e poi preparerò qualche post (spero) interessante. Per il momento mi sono affrettato solo a tradurre, per i frequentatori di questo blog, parte di un bellissimo articolo dello scrittore spagnolo Javier Cercas uscito lo scorso luglio e dedicato alla figura del lettore vampiro
 
“Chi è il lettore vampiro? Bellow lo spiega bene: non è il lettore che legge per passatempo o per divertirsi, neppure per diventare saggio; tutto questo è magnifico, ma il lettore vampiro non legge per nessuno di questi motivi: legge per sopravvivere. Di fatto, si potrebbe anche dire che, più esattamente, il lettore vampiro non legge i libri: li bastona, li accoltella, gli strappa le viscere, gli succhia il sangue, gli ruba l’anima; non vuole leggere libri: vuole essere i libri, vuole che i libri letti entrino a far parte, come dice Bellow, “della sua propria sostanza”.
 
Questa atroce macelleria è in genere uno spettacolo terrificante, e quindi il lettore vampiro fa in modo di compierla senza testimoni, come se fosse l’atto più intimo della sua vita intima; anche per questo il lettore vampiro è in genere un cattivo commentatore di libri – è troppo assorto nel divorare le viscere del libro per averne una opinione – però non necessariamente è un cattivo critico, anche se, poiché il libro è divenuto sangue del suo sangue, quasi sempre è molto difficile distinguere se quello che dice lo dice del libro o lo dice di se stesso. Insomma: questo tipo di lettore in realtà legge solo per salvarsi, questo verbo che da 50 anni è impossibile scrivere senza che venga da ridere. (…)
 
Comunque so che ci sono ancora lettori vampiro, gente capace di mettersi in discussione in ogni frase e di rischiare se stessi in ogni pagina, perché sentono ancora che la letteratura è il miglior modo perchè tutto diventi più ricco, più complesso, più intenso e più reale: persone notturne che sopravvivono succhiando sangue altrui, sicuri come tutti che non potranno salvarsi ma più disposti di tutti gli altri a vendere cara la propria pelle. Anche se poi gli viene da ridere.”
 
Da “El lector vampiro” un articolo di Javier Cercas pubblicato ne "El País Semanal” del 26 luglio scorso (mia traduzione)
postato da: librista alle ore 13:16 | link | commenti
categorie: letteratura, frammenti
mercoledì, 22 luglio 2009

Chiuso per ferie!

aeropuerto de Madrid BarajasDa domani chiuso per ferie, ci rileggeremo a settembre. Me ne vado nella mia amata Extremadura (la terra delle cicogne!) con puntate in Alentejo e Andalusia. Sarò anche in pellegrinaggio letterario a Moguer; in valigia con me, quindi, solo due libri di Juan Ramon Jiménez (una antologia poetica e Platero y yo).
 
Moguer es igual que un pan de trigo, blanco por dentro, como el migajòn, y dorado en torno –  ¡oh sol moreno! – como la blanda corteza.

jimenez
postato da: librista alle ore 11:12 | link | commenti
categorie: